L’isola di Santo Stefano
Nel corso di una visita a Ventotene è impossibile non notare l’isolotto di Santo Stefano. La sua sagoma imponente, coronata dalla struttura del carcere borbonico, diventa subito lo sfondo familiare di un bagno a Cala Nave oppure di una passeggiata al porto. La nascita delle due isole, ci spiegano i geologi, dovette avvenire all’incirca nello stesso periodo in seguito a eruzioni vulcaniche. Sul basamento di roccia lavica che emerse dall’acqua i millenni portarono all’accumulo di altro materiale vulcanico, più leggero e friabile.
Scarsamente frequentato in epoca romana, che ha lasciato solo la piscina della Vasca di Giulia e pochi resti di muratura, l’isola fu rifugio di eremiti e poi divenne un’appendice agricola della vicina Ventotene.
La forma di Santo Stefano è grosso modo circolare, con uno sviluppo delle coste che sfiora i due chilometri mentre la superficie non supera i 29 ettari e la massima altezza sul livello del mare è di 84 metri. La presenza di scogliere tutto attorno a Santo Stefano ha sempre reso difficile l’approdo per la mancanza di un punto riparato.

Recensioni
12 aprile 2011 alle 14:07
franca tennenini
una bellissima isola ci sono stata da insegnante per la colonia con il vescovo di anagni . conoscevo Antonio Assenzo figlio del sindaco e il fratello Mario
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