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Ventotene

Correva l’anno

Correva l’anno… veramente non lo ricordo. Dovrei davvero andare indietro con la memoria. E ora non ne ho voglia. Sono altre le cose che voglio ricordare.

Voglio ricordare quel gruppo sgangherato che tutti gli anni, puntuale, partiva da Ivrea in treno (e all’epoca non c’era la freccia rossa, anzi!). Arrivavamo, dopo varie peripezie alla stazione di Formia e, a piedi con gente in sedia a rotelle, cieche, e disabili vari, si arrivava al porto per imbarcarci verso Ventotene. L’isola dei nostri sogni.

E l’emozione cominciava a salire dal momento in cui si intravedeva il profilo dell’isola da lontano. Poi si cominciava a riconoscere Punta Eolo e il faro… e via via sempre più dettagli. Una volta ricordo anche i delfini che ci hanno fatto compagnia quasi tutto il viaggio. E un’altra volta ricordo il mare mosso e tutti che vomitavano…

All’arrivo ci aspettavano i soliti amici che avevamo lasciato l’anno prima: i Marangio, i Taliercio, i Bosco, i Pineschi… tutti!

A nostra disposizione c’era la casa parrocchiale accanto alla Chiesa. Notti in piazza a suonare la chitarra e a cantare. Notti sugli scogli a mangiare il cocomero con il cucchiaio. Notti sul molo o a fare il falò sulla spiaggia. E poi i gabbiani di Parata Grande che di notte incutevano un po’ di angoscia. E “il gatto con le orecchie” davanti al cimitero. Il latte e menta da “Zi’ Amalia”…

E poi c’è stato il terremoto in Irpinia e non ci hanno più dato la casa parrocchiale perché l’hanno dato ai terremotati. Tutto finito. Non ci restava che affittare una casa perché noi Serracchioli Ventotene non volevamo proprio abbandonarla. E poi ci sono stati i “giochi senza mutande”… Alzi la mano chi li ha dimenticati perché io ho ancora il filmino! Avevamo affittato la villa rosa davanti ai carabinieri. Che paura avevo la sera a tornare a casa da sola!

E ora… ora torno, dopo 24 anni e cercherò di condividere tutto questo con i miei figli. Sì, perché quello che ho imparato portando in vacanza quelle meravigliose persone, non l’avrei imparato in nessun altro modo. Nessuno può capire ciò che abbiamo imparato noi. E porterò ognuna di quelle persone dentro di me.

Commenti

1 novembre 2012

piero delle cave

Sono il figlio di Mimì, mi chiamo Piero e ringrazio Steve per aver ricordato mio padre. Purtroppo papà non c’è più da tanto tempo. Fu stroncato da un infarto il 25 dicembre 1987. Avevo solo 20 anni. Quando qualcuno si ricorda di lui, io sono felice. Perchè mio padre torna a vivere. Grazie a tutti.

11 marzo 2011

Steve Bellafronte

Cara Renata, io facevo parte dei “piu’ piccoli” e giochi senza mutande organizzate dell’indimenticabile Mimi’ delle Cave le vincemmo noi :)
Ricordo quando alcuni amici vostri giocavano a baseball sulla spiaggia di calanave il pomeriggio ,all’epoca niente lettini e ombrelloni ma solo asciugamani a segnare le “basi” del campo da baseball piu’ bello del mediterraneo… mi innamorai talmente tanto di quello sport che pio ci ho giocato veramente fino alla serie B interrompendo la mia carriera di velista, ripresa poi, con successo .
Anni indimenticabili che hanno fatto si che la polvere vulcanica dell’ isola abbia corroso il nostro dna .. rendendoci schiavi delle crisi di astinenza .. .tornare.. tornare… tornare… tornare… :)

16 febbraio 2011

Cara Virginia, non so tu chi sia, ma leggendo le tue poche righe mi sembra di percepire che hai un ottimo ricordo della nostra isola. La domanda “nasce spontanea” perchè non ci ritorni?

14 febbraio 2011

virginia

CARA RENATA HO LETTO CN COMMOZIONE LA TUA LETTERA E MI COMPENETRO IN QUELLO KE PROVI…..PENSA KE IO (ora ne ho 59)SN ANDATA A VENTOTENE X LA 1A VOLTA A 21 ANNI CN IL MIO BIMBO DI 9 MESI LUI PRATIKAMENTE è CRESCIUTO LI… L’INFANZIA,L’ADOLESCENZA,I PRIMI AMORI….KE BEL PERIODO DELLA MIA VITA CI SN STATA X 30 ANNI…POI …..ORMAI LA MIA ISOLA LA VEDO SOLO QUI SUL SITO…..ATTILIO….VINCENZONE…KE TENEREZZA…..IO HO AMATO E AMERO’ SEMPRE QST’ISOLA……………..

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