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Quattro passi al Porto Romano

Descrizione Recensioni 4

Il Porto Romano di Ventotene è un porto anomalo, non tanto proteso in mare quanto tenacemente aggrappato alla terraferma. È il risultato di una importante escavazione artificiale del banco tufaceo che degradava a mare, da cui furono asportati ben 60.000 metri cubi: ne è venuto fuori un bacino profondo in media tre metri completamente circondato, e quindi protetto, dalla roccia.

La sua realizzazione va inquadrata nello sfruttamento intensivo dell’isola, iniziato nel periodo di passaggio tra Repubblica e Impero, e va considerata già compiuta nella prima età augustea con l’annessione di Ventotene tra le proprietà imperiali.

L’imboccatura del porto, rivolta a Est, consente l’accesso anche in condizioni di cattivo tempo con venti di Maestrale e Libeccio; la conformazione interna del bacino, parallelo alla linea di costa in direzione Nord-Sud, offre una validissima protezione contro tutti i venti; solo i venti forti da SE provocano all’interno una leggera risacca, noiosa ma raramente temibile.

Il porto grazie alla sua felice collocazione costituiva il cardine dello sfruttamento residenziale di Ventotene, incentrato sul fronte orientale dell’isola, dove sorgeva la villa di Punta Eolo.

Il porto doveva essere utilizzato principalmente da navi onerarie – ossia mercantili – di piccola e media stazza, in grado di assicurare regolarmente (salvo eccezionali avverse condizioni metereologiche) i rifornimenti e il periodico collegamento con la terraferma agli abitanti dell’isola. In caso di necessità il porto costituiva un valido ricovero anche per imbarcazioni di maggiori dimensioni, fino a 30-35 metri di lunghezza.

Dato che le navi da carico utilizzavano esclusivamente la vela quadra e non i remi, è probabile che le grandi bitte, ancor oggi visibili all’imboccatura del porto, servissero oltre che a sbarrare l’accesso con l’aiuto di catene (probabilmente alloggiate in una retrostante piccola grotta scavata nel tufo) anche a facilitare l’ingresso in caso di necessità, grazie all’ausilio di cime da traino a terra.

26 agosto 2014

Fabrizio

Un porto unico e splendido nella sua semplicità ed efficace protezione.
Ringrazio anche io Enrico per l’assistenza che abbiamo avuto anche quest’anno…(vedi gozzo Zottola…)

8 luglio 2014

vincenzino

Tutto stupendo e accogliente ………..
1 saluto speciale a Enrico ( ciro ) che ci trova sempre un buco per ormeggiare……

12 maggio 2011

michela

Amo Ventotene?! No, l’adoroooooo! Ho il mal di ventotene invece del mal d’africa! uff! son tornata a casa ieri e già mi manca tutto!

15 febbraio 2011

Per noi diportisti del terzo millennio, abituati magari a grandi porti turistici dove si può far manovra con discreta disinvoltura, dove non c’è mai pericolo di prendere la cima di un corpo morto nelle eliche, abituati a banchine in legno e acciaio, a pontili galleggianti, finger etc etc non possiamo non meravigliarci della bellezza e semplicità del Porto Romano di Ventotene.
Scavato nella roccia, è parte dell’isola, protetto dal vento e dal mare meglio di tanti altri porti dell’intero litorale laziale. Vi si respira un’aria diversa, si sentono le voci dei pescatori e i profumi del mare, l’acqua è limpida e verrebbe voglia di farci il bagno…

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